Ho dedicato gli ultimi quattro anni della mia vita all’esplorazione della mente e della coscienza. Una delle cose più importanti che ho capito è questa: quanto ti eserciti in qualcosa definisce ciò in cui diventi bravo.
A prima vista può sembrare una banalità, ma per me è stata invece una rivelazione fondamentale. È facile dire «certo, è ovvio», ma comprendere veramente cosa significa, in tutte le sue ramificazioni, e come questo incide sulla tua vita è tutt’altro. È una cosa che davo per scontata, eppure continuavo a comportarmi come se non lo avessi capito.
“Se mi dedico otto ore al giorno a suonare la chitarra diventerò un bravo chitarrista”. Chiaro, semplice. Però lo stesso concetto si applica anche a quelle azioni che vengono automatiche, quelle che non consideriamo un’abilità. Ciò che ti viene “naturale” spesso è ciò che il tuo corpo e la tua mente si sono abituati a fare nel tempo, non una tua caratteristica innata.
Quindi, ti invito a porti la domanda che mi sono posto in questi anni:
“In cosa voglio diventare bravo?”
Se passo le giornate a guardare YouTube e reel di Instagram e a sparami serie TV a rotazione, diventerò bravo a fare quello. Se passo otto ore al giorno a fare riunioni su zoom, a rispondere alle mail o a cercare di vendere un prodotto online, quello è ciò che avrò allenato il mio corpo e la mia mente a fare, e quindi mi verrà “naturale”.
Ciò che fai con frequenza, anche se non ci pensi o non lo consideri un’abilità, diventerà il percorso di minor resistenza, il default a cui il tuo corpo e la tua mente tenderanno, e quindi ti verrà facile e automatico.
Con il tempo mi sono reso conto che lo stesso concetto si applica anche a ciò che succede dentro la mente.
Se trascorri molto tempo ad ascoltare le notizie, a indignarti per la corruzione dei politici e la violenza dei dittatori, per poi lamentarti della situazione con gli amici al bar, scrivere commenti infuocati su Facebook, ma alla fine continui a votare per gli stessi politici complici nella corruzione e nelle violenze di cui ti lamentavi, allora diventerai bravo a fare quello. Congratulazioni! Sei diventato un esperto nel tuo personalissimo ciclo di consumo di notizie, indignazione, lamentela, rilascio di endorfine e ritorno al principio, senza che nulla cambi. E più frequentemente intraprendi questo percorso, più diventerà abitudinario, semplice, naturale.
Lo stesso vale per i comportamenti che definisci “il tuo carattere”. Certo, esistono propensioni e tendenze che abbiamo innate, parte della nostra memoria genetica, ma c’è uno spazio di gioco molto ampio in cui possiamo muoverci.
Se sei abituato a rispondere male quando sei infastidito, arrabbiato o impaurito, a puntare il dito contro gli altri quando qualcosa non funziona come vorresti, a metterti sulla difensiva quando qualcuno ti fa un appunto sul tuo comportamento… be’, puoi stare certo che quello sarà ciò che ti “viene naturale”, perché avrai allenato la tua mente e il tuo corpo ad allinearsi in quel modo.
Queste scoperte sembrano ovvie quando le leggi, ma hanno un impatto completamente diverso quando non le guardi con occhi distanti, e invece rivolgi lo sguardo dentro di te.
Per me è stato un processo faticoso, ma incredibilmente rivelatore. Ho iniziato ad osservare i miei pensieri, e poi i comportamenti che avevo durante la giornata, e semplicemente ne ho preso nota in un diario.
Leggendo ciò che avevo scritto, col tempo, sono emersi degli schemi molto chiari: tutto ciò che facevo era in risposta ad uno stimolo che sentivo. A parte le necessità fisiche di base del corpo, il resto era tutto una risposta ad un pensiero, il pensiero era conseguenza di una credenza che avevo, e la credenza era stata creata dall’abitudine.
Quando mi sminuivo, quando mi giudicavo per gli errori fatti, quando mi lamentavo di qualcosa, quando desideravo essere diverso da com’ero o trovarmi in una situazione diversa, stavo allenando il mio corpo e la mia mente a diventare “bravi” a fare quello.
Quindi mi sono chiesto: “È questo ciò in cui voglio diventare bravo?”
La vita passa davvero in un batter d’occhio. Mi sembra ieri che pensavo alle immense possibilità, ai progetti che volevo realizzare, alle relazioni che volevo coltivare, alle cose che volevo cambiare in questo mondo… poi chiusi gli occhi per un attimo, e quando li riaprii erano passati vent’anni.
Alcune di queste cose che sognavo di fare sono ancora possibili. Altre sono… possibili, ma difficili. E poi ci sono quelle che sono ormai irrealizzabili. Il treno è passato.
Il tempo trascorre inesorabilmente, il mondo cambia, e così anche le amicizie e i rapporti. Cambia anche il nostro corpo, e per quanto possa fare del mio meglio per mantenerlo sano e ben allenato, certe cose non posso più farle.
Come ho speso questi vent’anni di possibilità? Dove sono finiti i miei sogni?
La risposta sta nello spazio dove ho deciso, consciamente o meno, di riporre la mia attenzione. E le domande più importanti adesso sono: cosa farò del tempo che mi resta? Dove voglio concentrare il mio fascio di luce?
Voglio focalizzarlo sull’autocommiserazione, sulle cattive abitudini che ho creato senza neanche accorgermene e sulle relazioni che non mi permettono di fiorire? Oppure voglio usare la mia coscienza per vivere una vita piena di significato, guidata da un flusso di energia che mi riempie il cuore e che fa crescere il mio spirito?
È una scelta che posso fare ogni giorno, ogni ora e ogni momento, e tutto comincia con una semplice domanda:
“In cosa voglio diventare bravo?”

Ciao, benvenuto nel mio Diario d’Avventure. Qualche anno fa avevo una vita che molti definivano “di successo”, ma qualcosa dentro di me, nel profondo, non andava. Poi è successo qualcosa di straordinario, e tutto è cambiato. In questa newsletter condivido la mia storia personale e le mie riflessioni su come vivere una vita piena di significato.



Ciao Federico, ho il doppio dei tuoi anni e ti ho notato da subito. Mi sei sempre piaciuto e son felice di leggerti di tanto in tanto. Sei un ragazzo che pensa e che scrive, le tue riflessioni fanno pensare e condivido molto di esse. Ci tengo a dirti che ti associo ad un altro ragazzo profondo come te che ammiro molto. Cerca Nicolò Govoni, avete tante cose in comune ed è bravo come te. Ciao!
Gabriele